RMR 19 / giugno 2026
NUMERO 19 / giugno 2026
In questo numero:
Missione e battesimi di schiavi e schiave nel Bagno di Livorno (fine XVII-inizio XVIII secolo)
Questo articolo analizza il Bagno de’ forzati di Livorno come osservatorio privilegiato delle dinamiche religiose, disciplinari e missionarie nel Mediterraneo dell’età moderna. Inserito in una città portuale tradizionalmente descritta come “cosmopolita” e “tollerante”, il Bagno rivela i limiti strutturali di tale modello, mostrando come la coesistenza tra cattolici, musulmani ed ebrei fosse fondata su un equilibrio fragile tra pragmatismo politico, interessi economici e gerarchie confessionali. Attraverso l’analisi di fonti narrative, ospedaliere e amministrative, il contributo ricostruisce il ruolo svolto dai cappuccini, cui fu affidata la gestione spirituale del Bagno a partire dal 1677. La loro azione si inserisce pienamente nel clima della Riforma cattolica, caratterizzato da un forte impulso alla disciplina morale, alla sorveglianza dei comportamenti e alla conversione degli “infedeli”. Catechizzazione, battesimi e pratiche di controllo quotidiano trasformarono il Bagno in una vera e propria “missione interna”, dove la tolleranza concessa agli schiavi non cristiani coesisteva con una costante pressione evangelizzatrice. Il Bagno emerge così come spazio ibrido, in cui religione, potere e controllo sociale si intrecciavano profondamente, offrendo una rilettura critica del cosmopolitismo portuale e contribuendo al dibattito sui movimenti religiosi e le strategie della Riforma in ambito urbano e mediterraneo. Parole chiave:
Parole chiave:Bagno di Livorno, schiavi, conversione, tolleranza, cappuccini
The article examines the Bagno de’ forzati of Livorno as a key site for understanding religious reform, missionary practices, and confessional control in the early modern Mediterranean. Although Livorno has long been portrayed as a “tolerant” and cosmopolitan port city, the Bagno exposes the structural limits of this narrative, revealing how coexistence among Catholics, Muslims, and Jews was shaped by political pragmatism, economic interests, and rigid confessional hierarchies. Drawing on narrative, hospital, and administrative sources, the article reconstructs the role of the Capuchins, who assumed spiritual authority over the Bagno in 1677. Their activity is situated within the broader framework of Catholic Reform, marked by an intense concern for moral discipline, surveillance of behaviour, and the conversion of non-Christians. Practices of catechization, baptism, and daily supervision transformed the Bagno into a form of internal mission, where pragmatic tolerance toward enslaved Muslims and Jews coexisted with sustained evangelical pressure. The Bagno thus emerges as a hybrid and highly regulated space in which religion, power, and social control were deeply intertwined. By focusing on this context, the article offers a critical reassessment of port-city cosmopolitanism and contributes to current debates on religious movements, reform, and mission in early modern urban and Mediterranean settings.
Keywords:Bagno di Livorno, slaves, conversion, tolerance, Capuchins.
Jakob Schmidlin (1699-1747): l’ultimo eretico della Svizzera nelle carte vaticane
(1535-1541)
Il saggio analizza la vicenda umana e spirituale del contadino Jakob Schmidlin (1699-1747), noto come l’ultimo eretico della Svizzera, condannato al rogo dalle autorità di Lucerna per aver fondato una comunità pietista nella regione. Attraverso l’esame di documenti inediti conservati presso l’Archivio Apostolico Vaticano e quello dell’ex Sant’Uffizio, lo studio integra la storiografia esistente con la prospettiva del nunzio Filippo Acciaiuoli. Attraverso questi documenti la ricerca fa luce anche sul profilo teologico delle dottrine di Schmidlin, caratterizzate da un’originale sintesi tra istanze pietiste e critiche alla gerarchia ecclesiastica, rimarcando anche le forti tensioni giurisdizionali tra il potere laico lucernese e la Nunziatura apostolica, esclusa dalla gestione del processo. Infine, l’articolo esamina la costruzione della memoria di Schmidlin: dalla condanna all’infamia tramite l’erezione di una colonna d’infamia (Schandsäule) alla sua successiva riabilitazione politica e religiosa tra Europa e America.
Parole chiave: Jakob Schmidlin, Nunziatura di Lucerna, colonna d’infamia, difesa della memoria.
The article analyses the human and spiritual trajectory of the peasant Jakob Schmidlin (1699-1747), known as the last heretic of Switzerland, who was condemned to the stake by the authorities of Lucerne for having founded a Pietist community in the region. Through the examination of unpublished documents preserved in the Vatican Apostolic Archive and in that of the former Holy Office, it integrates the existing historiography with the perspective of the nuncio Filippo Acciaiuoli. On the basis of these documents, the research also sheds light on the theological profile of Schmidlin’s doctrines, characterized by an original synthesis of Pietist impulses and criticisms of ecclesiastical hierarchy, while also highlighting the intense jurisdictional tensions between the secular power of Lucerne and the Apostolic Nunciature, which was excluded from the conduct of the trial. Finally, the construction of the remembrance of Schmidlin is examined: from his condemnation to infamy through the erection of a column of infamy (Schandsäule) to his subsequent political and religious rehabilitation across Europe and America. Key words: Jakob Schmidlin, Nunciature of Lucerne, column of infamy, defense of memory
I gurdwara in Italia dagli anni Novanta a oggi. Tempi e luoghi di un andamento centrifugo
Nonostante la crescente attenzione riservata dalla letteratura all’architettura religiosa, gli studi sui gurdwara – i luoghi di culto della comunità sikh – restano ancora limitati. Questo articolo analizza la loro presenza in Italia, integrando le prospettive del material turn e dell’infrastructural turn attualmente in corso nei Religious Studies. Dopo un breve inquadramento del tempio sikh non solo come spazio rituale, ma anche come infrastruttura capace di ancorare le comunità diasporiche ai nuovi territori, l’articolo propone un primo – e non esaustivo – tentativo di ricostruire la cronologia delle inaugurazioni dei gurdwara in Italia negli ultimi quarant’anni. Questa ricostruzione consente di cogliere un andamento centrifugo del fenomeno, segnato dall’allontanamento dai grandi centri urbani. Tale dinamica riflette tensioni e articolazioni interne alla comunità, la molteplicità di significati e funzioni attribuiti al tempio, oltre a trasformazioni materiali e strategie insediative, delineando un processo di adattamento e radicamento che merita ulteriori approfondimenti.
Parole chiave: material turn, infrastructural turn, architettura, gurdwara, diaspora sikh,Italia.
Despite the growing attention in literature on religious architecture, studies on gurdwara remain scarce. The article analyses their presence in Italy, integrating the material and infrastructural turns currently shaping Religious Studies. Starting with a brief overview of the Sikh temple, not only as a place of worship but also as an infrastructure that anchors diasporic communities to new urban realities, it offers an initial, non-exhaustive attempt to trace the chronology of gurdwara inaugurations in Italy over the past forty years. The reconstruction highlights a centrifugal trend, marked by a movement away from major urban centers. This phenomenon reflects intra-community dynamics, different meanings and functions attributed to the temple, as well as material transformations and settlement strategies adopted, outlining a process of adaptation and rooting that warrants further exploration.
Keywords:material turn, infrastructural turn, architecture, gurdwaras, Sikh diaspora, Italy
Note e documenti
GABRIEL AUDISIO, Deux marchands du Pragelat arrêtés en Auvergne (1688)
OTTAVIA NICCOLI, I sogni di Alexis. Un aspetto meno noto degli interessi culturali di Alexis Muston (1688)
DAVID BERNARDINI, Protestantesimo e anarchismo nel dibattito tra Giuseppe Gangale ed Errico Malatesta (1924-1925)
Lavori in corso
ELEONORA FARICELLI, Gestire l’irregolarità. Il matrimonio nellaprima età moderna nelle carte della Penitenzieria apostolica
Recensioni
Sally M. Brasher, a cura di, A Companion to Popular Apocalypticism in the High and Late Middle Ages (F. Tasca);
Martine Ostorero, Sylvain Parent, a cura di, , Contester l’Inquisition (XIIIe-XVe siècle) (R. Mussinatto);
Gabriel Audisio, , Extirper l’hérésie de Provence. Vaudois et luthériens (1530-1560) (D.Tron);
Giovanna Cordibella, Lorenzo Tomasin, a cura di, , L’italiano e la Riforma. Atti del convegno di Berna, 16-17 febbraio 2023 (A. Gualano);
Bruna Peyrot, Luca Perrone, , La ricostruzione. I valdesi dopo il Rimpatrio (1690-1730) (A. de Lange, G.P. Romagnani);
Giovanni Vian, , Il modernismo e la Chiesa valdese. Evangelici e cattolici nel primo Novecento (R. Suitner );
