Giugno 20, 2024

NUMERO 06 / dicembre 2019

NUMERO 06/ dicembre 2019

In questo numero:

La conversione dell’inquisitore. Girolamo Bartolomeo Piazza dalla Marca pontificia a Cambridge

Il saggio ricostruisce l’itinerario di Girolamo Bartolomeo Piazza (1670?-1741), un domenicano vicario dell’Inquisizione nella Marca d’Ancona poi convertito alla religione riformata, che passò dallo Stato pontificio a Ginevra, poi a Berlino, e infine a Cambridge, dove concluse la sua vita. La sua vicenda consente di seguire le vicende di un transfuga attraverso l’Europa e il suo ruolo sia nella diffusione della cultura italiana nell’Inghilterra degli Hannover, sia nelle tensioni legate alle reazioni politiche e militari che l’intolleranza cattolica suscitava nel mondo protestante europeo. Emergono inoltre i passaggi attraverso i quali un membro del tribunale dell’Inquisizione poteva giungere a considerare con distacco, e poi con ripulsa, la propria attività, tanto da spingerlo all’abiura e alla conversione.

Parole chiave: Girolamo Bartolomeo Piazza, Inquisizione, conversione, lingua italiana, Regno Unito.

This essay reconstructs the path followed by Girolamo Bartolomeo Piazza (1670?- 1741), a Dominican vicar of the Inquisition in the March of Ancona who converted to Reformed Christianity. He left the Papal State for Geneva, then Berlin, and lastly Cambridge, where he ended his days. His life enables us to retrace the fortunes of a defector moving through Europe and his role in disseminating Italian culture in Hanoverian England as well as in the tensions connected with the political and military reactions aroused by Catholic intolerance in Protestant Europe. What emerge also are the stages through which a member of the Inquisition’s court ended up viewing his own activity with detachment and then revulsion, to the point of feeling compelled to recant and convert.

Keywords: Girolamo Bartolomeo Piazza, Inquisition, Conversion, Italian language, United Kingdom.

«Sbandire la mendicità». L’assistenza ai poveri per cattolici e valdesi nel XVIII secolo.

Il lavoro indaga il tema dell’assistenzialismo e dell’approccio al pauperismo in Età Moderna, focalizzando l’attenzione sulle pratiche valdesi e cattoliche del Piemonte sabaudo. Gli enti assistenziali su cui si focalizza l’analisi sono principalmente due: le «Borse dei poveri Valdesi» e l’Ospizio dei Catecumeni di Pinerolo. L’intento è quello di analizzare l’attività di questi enti nel loro costante intrecciarsi con le difficoltà sociali, politiche e religiose caratteristiche delle «Valli Valdesi». Punto centrale di questo studio è la ricostruzione delle vie della povertà: le biografie degli uomini e delle donne, residenti nei territori alpini sabaudi, permettono di esplorare le modalità di caduta nell’indigenza e le strategie di uscita da questa. Ciò che ne scaturisce è un’immagine piuttosto fluida del contesto riformato piemontese, in cui i precetti biblici lasciano spazio a una reciprocità di influenze confessionali e a una peculiare gestione del pauperismo.

Parole chiave: pauperismo, Borse dei poveri, Ospizio dei Catecumeni, valdesi, cattolici, Piemonte.

The purpose of this study is to investigate the approach to pauperism in Pre- Industrial world, focusing on the Waldensian and the Catholic villages located in Piedmontese valleys. The author analyzes two charitable institutions: the «Borse dei poveri Valdesi» and the Hospice of Catechumens of Pinerolo. This article, which is based on the records of these two institutions, looks closely at the people who had recourse to their assistance dur- ing the Eighteenth century. The strategies emerging from poverty, underlines a fluid image of the Piedmontese social and religious context in which biblical precepts and confessional influences created a peculiar organization of pauperism.

Keywords: pauperism, Borse dei poveri, Hospice of Catechumens, Waldensians, Catholics, Piedmont.

 

Cattolici e protestanti contro Alfred Rosenberg. Spunti e riflessioni di ricerca sulla creazione di un “culto neopagano” (1933-1945)

Il saggio intende descrivere le reazioni che il neopaganesimo delineato da Alfred Rosenberg suscitò tra diversi intellettuali di varie confessioni in Italia, Germania e Scandinavia. In particolare, si estende al giudizio che i cattolici svedesi e i luterani norvegesi formularono riguardo ai rapporti religiosi e politici tra le diverse Chiese, il fascismo e il nazionalsocialismo. In questo complesso panorama di intersezioni spirituali e ideologiche, l’autore ha provato a tracciare il profilo di una sottile ma robusta “internazionale cristiana” di stampo anti-fascista e anti-nazista.

Parole chiave: fascismo, nazismo, Scandinavia, paganesimo, cristianesimo, razzismo.

The aim of the Article is to describe the reactions to the Neopaganism delineated by Alfred Rosenberg among various intellectuals of diverse faiths in Italy, Germany and Scandinavia. Particular consideration is given to the opinion of Swedish Catholics and Norwe- gian Lutherans on the religious and political relations between the various Churches, Fascism and National Socialism. Within this complex landscape of spiritual and ideological intersections, the Author has attempted to draw the picture of a slender but robust “Christian International” with an anti-Fascist and anti-Nazi hallmark.

Keywords: fascism, nazism, Scandinavia, paganism, Christianity, racism.

Note e documenti

JEAN-DAVID EYNARD, Jacques Cappel, Auguste Gallandand the Academy of Sedan: Intellectual Contexts for the Amphitheatre des Vaudois;

MICHELE LODONE, Un teologo, un medico e un libro (Padova, 1502) 

Rassegne e discussioni

FRANCESCA TASCA, Riflessioni su un martirologio trecentesco antagonista

 

Cronache

BERNARD COOPERMAN, STEFANO VILLANI, The Jews in Italy during the Long Renaissance. Three Conferences 

ANNA MALGERI, Sabbateanism in Italy and its Mediterranean context

RACHELE JESURUM, State Building and Minorities

Lavori in corso

FRANCESCA PERUGI, Carlo Maria Martini presidente del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (1986-1993)

 

Recensioni

Isabella Munari, Tiziano spirituale. La Trinità per Carlo V tra i venti della Riforma (V. Butera);

Bruno Pomara Saverino, Rifugiati. I moriscos e l’Italia (G.L. D’Errico);

Gianfrancesco Pico della Mirandola, Dialogus de adoratione, a cura e con un saggio di A. Contarino (M. Fratini);

Frank Müller, Images polémiques, images dissidentes. Art et Réforme à Strasbourg (1520 – vers 1550) (M. Fratini);

Les Protestantismes en Lorraine. XVIe-XXIe siècle, a cura di L. Jalabert e J. Léonard (S. Negruzzo);

Michele Camaioni, Il Vangelo e l’Anticristo. Bernardino Ochino tra francescanesimo ed eresia (1487-1547) (S. Peyronel Rambaldi);

Franco Buzzi, Quale Europa cristiana? La continuità di una presenza (E. Villata)

Vita della Società

«La famiglia Appia, tra fede cristiana e impegno umanitario»: Un Convegno internazionale (11 ottobre 2019) e una mostra (12 ottobre 2019-17 febbraio 2020

Relazione del Seggio della Società di Studi Valdesi – Anno 2018-2019