Maggio 24, 2024

NUMERO 05 /giugno 2019

NUMERO 05/ giugno 2019

In questo numero:

Una voce fuori dal coro. Il Simbolo Apostolico di Daniel Hopfer, nuove proposte interpretative

L’autore propone una nuova interpretazione di un’insolita rappresentazione scenica del
Simbolo Apostolico, incisa all’acquaforte dall’artista tedesco Daniel Hopfer intorno al 1524. Le originali illustrazioni degli articoli di fede disegnate da Hopfer sono messe a confronto sia con la tradizione iconografica cristiana, rappresentata in particolare da Blockbücher e incunaboli, sia con le più recenti letture evangeliche del Credo. Nello specifico, l’autore ha rintracciato la fonte testuale per la stampa di Hopfer in una spiegazione del Simbolo Apostolico del teologo Urbanus Rhegius, pubblicata nel 1523 ad Augsburg, città in cui il predicatore e l’incisore sono attivi e diffondono, ciascuno con i propri strumenti, il messaggio di rinnovamento morale e spirituale della Riforma.

Parole chiave: Hopfer, Simbolo Apostolico, incisione, Riforma, Rhegius, Augsburg.

The author suggests a new interpretation of an unusual scenic representation of the
Creed, etched by the German artist Daniel Hopfer around 1524. The original illustration
of the Apostolic Symbol is compared on one side with the iconographic Christian tradition,
in particular with Block Books and Incunabula, and on the other side with new evangelic
lectures of the Creed. Specifically the author founded the textual source for the Hopfer’s
print. It is an explanation of the Apostolic Symbol, written by Urbanus Rhegius and printed
in 1523 in Augsburg, where the preacher and the engraver work and divulge with different
instruments, the message of moral and spiritual renovation of the Reformation.

Keywords: Hopfer, Apostolic Symbol, Creed, etching, Reformation, Rhegius, Augsburg.

«Per essere italiano doveria essortare li heretici a ritornare catholici, ma fa tutto l’opposito». Riforme, controriforma ricattolicizzazione fra Canal del Ferro e Valcanale: il ruolo dei mercanti.

Fino al Seicento inoltrato, uno dei principali assi di transito fra la Repubblica di Venezia e i territori orientali imperiali era la strada Pontebbana. Le due vallate del Canale del Ferro
(veneta) e della Kanaltal/Valcanale (imperiale) costituivano lo spazio alpino diquest’arteria. La diffusione delle idee eterodosse nelle comunità delle due vallate non avvenne soltanto in direzione discendente – ossia, dalle aree passate alla Riforma a quelle cattoliche – ma pure in senso ascendente – da Venezia e dai centri friulani che ospitavano gruppi ereticali verso la Carinzia. Uno dei motori della diffusione di queste idee erano i commerci. Parte significativa delle persone coinvolte nei processi per eresia celebrati del Sant’Ufficio di Aquileia e Concordia, così come delle famiglie che nella parte imperiale furono individuate quali seguaci del credo riformato, erano coinvolte nei traffici, specialmente di ferro e di legname. L’articolo intende ricostruire il ruolo svolto dai mercanti nella diffusione delle idee della Riforma fra gli anni Sessanta del Cinquecento e i primi anni del Seicento. In particolare, si analizzerà la carriera e le letture di Francesco Salone, mercante di stanza alla Chiusa ma di origini veneziane, processato dal Sant’Uffizio per eresia nel 1581. Infine, si utilizzeranno le lettere di pre’ Salvatore Secreto al vicario del patriarca di Aquileia sulla situazione della parrocchia di Malborghetto. Lì convivevano gruppi passati alla Riforma e famiglie rimaste cattoliche, tutte coinvolte nei traffici mercantili che si dipanavano fra le vallate. Il ruolo di pre’ Secreto fu quello di fautore della ri-cattolicizzazione della comunità.

Parole chiave: Controriforma, Canal del Ferro, Valcanale, commercio del legname.

 

Until the late 17th century, one of the main transit routes between the Republic of Venice and the eastern Imperial territories was the Pontebbana road. The valleys of Canale del Ferro (Venetian) and Kanaltal/Valcanale (imperial) constituted the Alpine section of this artery. The spread of heterodox ideas in the communities of the two valleys was not only in a downward direction – from the areas that had sided with the Reformation to the
Catholic ones – but also ascending – from Venice and the Friulian centers that hosted heretical groups towards Carinthia. One of the driving forces behind the spread of these ideas was commerce. A significant number of the people involved in the heresy trials celebrated by the Holy Office of Aquileia and Concordia, as well as of the families who in the imperial area were identified as followers of the Reformed creed, were involved in trade, especially of iron and timber. The article aims to reconstruct the role played by merchants in disseminating the ideas of the Reformation between the 1560s and the early 17th century. In particular, an analysis is made of the career and readings of Francesco Salone, a merchant resident in Chiusa but of Venetian origins, who was put on trial for heresy by the Holy Office in 1581. Finally, use is made of the letters of pre Salvatore Secreto to the vicar of the Patriarch of Aquileia on the situation of the parish of Malborghetto. Here coexisted groups that had gone over to the Reformation and families remaining Catholics, all involved in the mercantile trade that spread through the valleys. His role was to promote the recatholicization of the community.

Keywords: Reform, Counter-Reformation, Canal del Ferro, Valcanale, timber trade.

«Ut redemptio captivorum frequentius, et copiosius fiat». L’Ordine dei Mercedari tra riforma interna e controllo governativo (secoli XVIXVII)

Il presente saggio mira a ricostruire, in una prospettiva di lungo periodo, la storia e l’attività dell’Ordine della Mercede, dalla sua fondazione nel 1218 fino alla prima metà del Settecento. Insieme con i Trinitari, esso fu uno dei più importanti Ordini religiosi dediti all’opera della redenzione dei captivi, ossia la liberazione degli schiavi cristiani in potere di ebrei e musulmani in Nord Africa e in Levante. L’autore tratta il tema sul piano storico e su quello giuridico, legato all’evoluzione degli ordinamenti mercedari. Ripercorre a grandi linee l’evoluzione dell’Ordine e delle sue Costituzioni, soffermandosi sui principali momenti di riforma, al fine di coglierne i mutamenti più significativi: dalla “svolta clericale” del 1317 all’introduzione del “quarto voto”, dalla riforma del 1574, con il passaggio dal generalato vitalizio a quello a tempo, fino alla scissione tra Calzati e Scalzi (1603-1606) e alle riforme nelle procedure delle redenzioni introdotte nel Settecento per volere della monarchia spagnola.

Parole chiave: schiavitù, storia religiosa, Mercedari, Mediterraneo, diritto canonico, Costituzioni religiose

This essay aims to reconstruct in a long-term perspective the history and activity of the Order of Mercy, from its foundation in 1218 to the first half of the eighteenth century. Together with the Trinitarians, this Order was one of the most important religious order dedicated to the cause of the redemption of captives, that is, the liberation of Christian slaves in the hands of Jews and Muslims in North Africa and the Middle East. The Author examines the subject from both a historical and jurisprudential point of view, linked to the evolution of the Mercedarian canonic legislations. The evolution of the Order and its Constitutions are outlined, focusing on the main moments of reform in order to identify the most significant changes: from the “clerical turn” of 1317 to the introduction of the “fourth vote”, and from the Reformation of 1574, with the transition from the life-long to the time-based generalate, up to the split between Calced and Discalced (1603-1606) and to the reforms in the redemption procedures introduced in the XVIII century by the will of the Spanish monarchy.

Keywords: slavery, religious history, Mercedarians, Mediterranean history, canonic law, religious orders’ constitutions.

 

Note e documenti

Lorenzo di LenardoUn’edizione italiana dell’Épistre du
Seigneur De Brusquet di Guillaume Guéroult (1559);

Rassegne e discussioni

Artisti italiani del Cinquecento alle prese con la Riforma. Su un recente libro di Massimo Firpo e Fabrizio Biferalia cura di Marco Fratini, Lothar Vogel e Edoardo Villata;

Cronache

Dmitrij Palagi, A ottocento anni dal Colloquio di Bergamo (1218-2018). Un dibattito all’inizio della storia valdese;

Lavori in corso

Patricia Antunes Serieiro, Polemica antiereticale e repressione: Persecutio e vindicta nella Summa adversus Catharos et Valdenses del frate Predicatore Moneta da Cremona

Davide Trentacoste,  La diplomazia levantina e persiana del Granducato di Toscana nel quadro della politica europea nel Mediterraneo orientale nel XVII secolo

 

Recensioni

Riccardo Parmeggiani, L’Inquisizione a Firenze nell’età di Dante. Politica, società, economia e cultura, (F. Tasca);

Michele Di Sivo, Bellezza Orsini. La costruzione di una strega (1525), (B. Pomara Saverino);

Federica Ambrosini,
«Iddio è informatissimo del caso mio». Il processo del Sant’Uffizio di Venezia contro Giacomo Broccardo, (S. Peyronel Rambaldi);

Franco Pierno, La parola in fuga. Lingua italiana ed esilio religioso nel Cinquecento, (M. Quaglino);

Edoardo Villata, Grünewald. Pittore e mistico tra Lutero e Hindemith, (M. Fratini);

La Congregazione dell’Indice, l’esecuzione dell’Index del 1596 e gli ordini religiosi in Italia, a cura di Alessandro Serra, (M. Fratini);

Pierre Bayle, Commentario filosofico sulla tolleranza, (D. Carpanetto)

Vita della Società

In ricordo di Emanuele Bosio

Comunicazioni

Convocazione Assemblea —> 21 agosto 2019