NUMERO 11 / giugno 2022

NUMERO 11 / giugno 2022

In questo numero:

Studi

Testimoni dell’Apocalisse. L’iconografia dell’antiporta per la Storia dei Valdesi di Jean Léger nel protestantesimo internazionale del Seicento

Nel panorama protestante dell’Europa del Seicento, l’attenzione per la piccola chiesa valdese fu costantemente presente, sia per la sua antichità (come mater reformationis), sia per lo sdegno provocato dalle continue e durissime persecuzioni che essa fu costretta a subire. Di questi valori di chiesa martire e testimone della Verità si nutrì profondamente l’opera apologetica del pastore valdese esule religionis causa, Jean Léger, il quale, dopo l’ennesima cruenta strage, diede vita all’immagine di una chiesa e di un territorio fortemente segnati dal testo biblico, alimentati dalla speranza di nuovi tempi, trovando una perfetta ispirazione nelle profezie del libro dell’Apocalisse di Giovanni.Le matrici bibliche e l’afflato profetico della sua Histoire generale des Eglises Evangeliques des Vallees de Piémont ou Vaudoises (Leida 1669) mostrano una perfetta sintesi nell’antiporta figurata, che offre al lettore un complesso ma coerente messaggio da decifrare per l’accesso ai significati profondi di un’opera destinata tanto ai valdesi delle Valli del Piemonte quanto ai loro sostenitori europei, dai Paesi Bassi ai Cantoni svizzeri, alla Scozia e all’Inghilterra.Ne scaturì l’emblema destinato a diventare quello valdese per antonomasia fino ai giorni nostri, per la prima volta inequivocabilmente aderente al testo dell’Apocalisse, accompagnato dall’identificazione dei valdesi con i due Testimoni della Verità che il testo giovanneo fa risuscitare dopo la sconfitta della Bestia. L’opera e il suo apparato illustrativo costituiscono un esplicito messaggio di speranza in vista dell’imminente riscatto, che avrebbe ispirato, alla fine del secolo, i valdesi esiliati a rimpatriare, ma anche altri riformati europei perseguitati dopo la Revoca dell’Editto di Nantes. L’esame del rapporto con il contenuto dell’opera, del contesto di produzione e dei meccanismi di decodificazione da parte del pubblico a cui tale iconografia era destinata, contribuisce a comprendere le potenzialità di questa tipologia di immagini e il contributo che la loro interpretazione può portare alla ricerca storica. Parole chiave: valdesi, Jean Léger, Province Unite, iconografia dell’Apocalisse, apologetica riformata. On the Protestant scene in Europe during the 15th century, attention was constantly directed at the small Waldensian church either due to its ancientness (as mater refor- mationis) or the disdain caused by the continual severe persecution to which it was subject- ed. The apologetic work of the exiled religionis causa Waldensian pastor Jean Léger drew substantially on these values of martyr church and witness to the Truth. Following the umpteenth cruel massacre, he conceived the image of a church and a region strongly marked by the words of the Bible, fuelled by the hope in new times, which found complete inspiration in the prophecies in the Apocalypse of John. The biblical origins and prophetic inspiration of his Histoire generale des Eglises Evan- geliques des Vallees de Piémont ou Vaudoises (Leiden 1669) are perfectly merged in the illus- trated frontispiece, which conveys to the reader a complex but coherent message to be deci- phered in order to access the profound meanings in a work intended as much for the Wal- densians in the Piedmont valleys as for their European supporters, from the Netherlands to the Swiss cantons, Scotland and England. From this arose the emblem that would become that of the Waldensians par excel- lence up to the present day. For the first time, it unmistakably kept to the text of the Apoca- lypse together with identifying the Waldensians with the two Witnesses of the Truth, who in John’s words are brought back to life after the defeat of the Beast. Léger’s work and its illustrations constitute an explicit message of hope preceding imminent redemption, which at the end of the century would inspire Waldensians in exile to return home, but also other Reformed Europeans persecuted after the Revocation of the Edict of Nantes. An examination of the way the readership for whom this iconography was intended related to the work’s content, to the context of its production, and to its deciphering pro- cesses can help us understand the potential in this type of imagery and the contribution its interpretation can make to historical research. Keywords: Waldensians, Jean Léger, United Provinces, iconography of the Apocalypse, Reformed apologetics.

Nei commerci occorre tener gli occhi dove tutto accade». Nascita e consolidamento dell’imprenditoria valdese nel Piemonte sabaudo (XVII-XVIII secolo)

Questo lavoro analizza la nascita di una nuova classe mercantile nel mondo valdese durante il Settecento sabaudo. Privo di quelle gesta eroiche e di quelle persecuzioni che ne hanno caratterizzato l’evoluzione nei secoli precedenti, il XVIII secolo è stato spesso considerato dagli storici valdesi come un periodo immobile e di scarso interesse. Il presente studio intende rivedere questa narrazione, attraverso l’analisi dell’attività delle due famiglie di mercanti valdesi più importanti e longeve: i Vertu e i Peyrot. L’analisi dell’attività di questa élite commerciale intende mettere in discussione la tradizionale lettura del «ghetto alpino» e, nello stesso istante, mostrare i margini di contrattazione della tolleranza per una monarchia d’età moderna. Ciò che ne emerge è un grande affresco in cui è possibile osservare la forte intraprendenza negli affari di queste famiglie, in una persistente tensione tra il locale e il globale. Ed è in questa tensione che risiede il loro successo nei commerci nonché la chiave di volta per comprendere il nuovo rapporto tra economia, tolleranza e minoranze religiose nel Settecento.

Parole chiave: Piemonte, XVIII secolo, mercanti valdesi, minoranze religiose, tolleranza, commercio europeo.

This paper focuses on the rise of a new Waldensian merchant class in eighteenth- century Piedmont. The eighteenth century has often been considered by Waldensian historians to be a static and uninteresting period, one devoid of the heroic deeds and persecutions that characterized the Waldensian world in previous centuries. The present study aims to revise this narrative through an analysis of the activity of two Waldensian merchant families: the Vertu and the Peyrot. The Author’s aim is to question the traditional interpretation of the «alpine ghetto» and, at the same time, to show the room for a monarchy to use tolerance for bargaining in the early modern period. What appears is a substantial business activity within a persistent tension between local and global. From this tension emerges their trading success and the connection between economics, tolerance and religious minorities in the European eighteenth century.

Keywords: Piedmont, Eighteenth Century, Waldensian merchants, religious minorities, tol- erance, European trade.

Il recupero e il riuso di Savonarola nel Protestantesimo ottocentesco

Il presente saggio è dedicato all’interpretazione di Savonarola da parte degli evangelici italiani, molti dei quali furono costretti all’esilio tra gli anni Quaranta e Cinquanta del XIX secolo. Questi recuperarono la figura del frate ponendo l’accento sul suo martirio e sulla sua predicazione evangelica, elementi già presenti nella storiografia straniera di tradizione protestante. La novità introdotta dagli evangelici italiani, tra cui Salvatore Ferretti, Camillo Mapei, Piero Guicciardini e Teodorico Pietrocola Rossetti, fu l’insistenza con cui si ribadiva che Savonarola fosse un riformatore italiano, iniziatore di una Riforma prettamente nazionale che non necessaria- mente dovesse dipendere da quella luterana. L’uso del frate da parte degli evangelici è dunque da leggersi all’interno del tentativo di evidenziare le radici italiane, in piena età risorgimentale, di un cristianesimo che dovesse distinguersi dalla Chiesa romana, offrendo un’alternativa cristiana alla nazione nascente. Parole chiave: Savonarola, evangelismo, Ottocento, Risorgimento, Londra, Riforma. This article looks at the interpretation of Savonarola given by Italian evangelicals who found shelter in London where they had been exiled. Evangelicals used the figure of the friar for his martyrdom and evangelical preaching, factors that had already emerged in German and English Protestant historiography. The new element introduced by Italian evangelicals, such as Salvatore Ferretti, Camillo Mapei, Piero Guicciardini and Teodorico Pietrocola Rossetti, was an insistence on Savonarola’s nature as an Italian reformer, the first voice in a national Protestant Reformation independent from the Lutheran Reformation. They wanted to bring back to mind a specific reference to Savonarola in order to highlight the Italian roots of a Christianity differing from the Roman Church during the Risorgimento. Keywords: Savonarola, evangelism, 19th century, Risorgimento, London, Reformation.

Note e documenti

DANIEL TOTI, Antoine Léger (II) e un manoscritto perduto dell’Inquisizione di Tolosa
FRANCESCO TORCHIANI, «Dov’è del resto la controversia fra noi?». Note su Buonaiuti e Cantimori
SARA FONTANA, «Non dubbiar, mentr’io ti guido». La ricezione buddista di Dante attraverso Daisaku Ikeda

Rassegne e discussioni

OTTAVIA NICCOLI, Un profeta e i suoi ascoltatori. A proposito di un recente libro di Michele Lodone
EMIDIO CAMPI, Rudolf Gwalther (1519-1586), il self-made mandella Riforma zurighese: lavori in corso
TOMMASO SCARAMELLA, Chiesa e pedofilia nella storia. A proposito di alcuni studi recenti

Cronache

DENNJ SOLERA, Stati generali degli studi sulla Riforma protestante (15-16 giugno 2021)

Recensioni

Christophe Grellard, La possibilità dell’errore. Pensare la tolleranza nel Medioevo (R. Saccenti); Alfonso Tortora, Valdesi. Dal Piemonte alla Calabria (secc. XIV-XVII) (F. Tasca); La Construction internationale de la Réforme et l’espace romand à l’époque de Martin Luther (S. Peyronel Rambaldi); Omaggio a Rorà: dramma lirico di Aubrey T. de Vere, nella versione italiana di Dino Bressan (G. Tarantino); Marco Novarino, Evangelici e liberimuratori nell’Italia liberale (1859-1914) (G.P. Romagnani); Fulvio De Giorgi, La buona battaglia del radicalismo evangelico. Michele Di Schiena nella sinistra cattolica (M. Paiano)

Vita della Società

Storia dei Valdesi, Presentazione
Luciana Borghi Cedrini
Verbale Assemblea ordinaria dei soci della SSV (23 aprile 2022)