Aprile 19, 2024

NUMERO 10 / dicembre 2021

NUMERO 10/ dicembre 2021

NUMERO MONOGRAFICO

I valdesi tra guerriglia ed esilio. Alla ricerca del libero esercizio della confessione riformata (1686-1735)

Saggi in occasione del tricentenario della morte di Henri Arnaud (1643-1721), “pastore e colonnello dei valdesi”a cura di Albert de Lange

In questo numero:

Introduzione

I valdesi tra guerriglia ed esilio. Alla ricerca del libero esercizio della confessione riformata (1686-1735) Saggi in occasione del tricentenario della morte di Henri Arnaud (1643-1721), “pastore e colonnello dei valdesi”.

Le rôle des vaudois dans la presse germanophone pendant la guerre de Neuf Ans (1688-1697)

L’interesse della pubblicistica in lingua tedesca nei confronti del ruolo ricoperto dai valdesi in Piemonte può essere spiegato solo facendo riferimento agli altri protagonisti religiosi e politici della guerra dei Nove Anni. I valdesi apparvero sia come martiri religiosi, sia come campioni militari del protestantesimo. Il loro destino servì a mettere in guardia dai pericoli che correva il protestantesimo nella Confederazione Elvetica e nel Sacro Romano Impero. La stampa in lingua tedesca richiamò dunque l’attenzione e la solidarietà dei protestanti tedeschi nei confronti dei correligionari oppressi. Questi scritti giustificano i privilegi dei riformati in Piemonte con argo-menti religiosi, giuridici e politici, ma anche sottolineano la fedeltà dei valdesi ai loro principi cattolici, cercando di dissipare la sfiducia degli alleati cattolici nei confronti di una minoranza fortemente ostile alla Chiesa romana.

Parole chiave: valdesi, stampa, guerra dei Nove Anni, Glorioso Rimpatrio, Confederazione svizzera, Sacro Romano Impero.

The central role of the Waldensians in the argumentation of German-language prints can only be explained by their relationship with the other religious and political actors of the Nine Years’ War. The Waldensians appeared both as religious martyrs and military champions of Protestantism. Their fate served as an example of the dangers facing Protes-tantism in the Helvetic Confederation and the Holy Roman Empire. The German-speaking press attracted attention to and called for solidarity with their oppressed co-religionists. German-speaking authors justified the privileges of the Waldensians in Pied-mont with religious, legal, and political arguments. In particular, they emphasized the loy-alty of the Waldensians to their Catholic princes, thereby attempting to dispel the distrust of Catholic allies faced with a discourse that was strongly hostile to the Church of Rome.

Keywords: Waldensians, the press, Nine Years’ War, Glorious Return, Swiss Confederation,Holy Roman Empire.

Waldenzen predikanten. Pastori valdesi alla fine del Seicento, in due incisioni di Romeyn de Hooghe

La rinnovata repressione ai danni dei valdesi alla fine del Seicento suscitò lo sdegno e la solidarietà delle potenze protestanti europee. In particolare nella Repubblica delle Province Unite, la propaganda a stampa a favore degli ugonotti e dei valdesi perseguitati fu variegata e diffusa, all’interno della guerra tra Guglielmo III d’Orange e Luigi XIV. Due incisioni realizzate dal noto incisore neerlandese Romeyn de Hooghe negli anni 1690-1691 consentono di osservare differenti modalità di rappresentazione dei valdesi, in particolare dei pastori, nel quadro dell’op-posizione alla politica religiosa del sovrano francese. Seppure con una posizione marginale, la comparsa di un pastore valdese in catene in un manifesto satirico è funzionale a illustrare le conseguenze della compromissione della città di Amsterdam con la Francia, fino alla perdita della libertà religiosa. L’anno seguente, ormai resa nota l’impresa del rientro dei valdesi dall’esilio, una carta geografica dal forte significato politico vedeva il pastore e colonnello Henri Arnaud effigiato accanto ai grandi capi militari d’Europa, vincitori negli scontri con la Francia. In breve tempo, l’immagine dei valdesi passava da quella di una minoranza perseguitata a quella di alleati preziosi nella guerra contro la Francia, dal “martirio” alla “vittoria”.

Parole chiave: valdesi, Guglielmo III re d’Inghilterra, Luigi XIV re di Francia, propaganda figurata, Repubblica delle Province Unite, Romeyn de Hooghe, Henri Arnaud.

The renewed repression of the Waldensians at the end of the 17th century provoked the indignation and solidarity of European Protestants. Particularly in the Dutch Republic, printed propaganda in favour of the Huguenots and the persecuted Waldensians was varied and widespread during the war between William III of Orange and Louis XIV. Two en-gravings made by the well-known Dutch engraver Romeyn de Hooghe in 1690-1691 allow us to observe different ways of representing the Waldensians, in particular the ministers, within the framework of opposition to the French sovereign’s religious policy. Though in a marginal position, a Waldensian minister appearing in chains in a satirical poster was func-tional to illustrating the consequences of the city of Amsterdam’s compromise with France, including the loss of religious freedom. The following year, after the return of the Walden-sians from exile had become known, a map with a strong political meaning showed the minister and colonel Henri Arnaud portrayed alongside the great military leaders of Eu-rope, victorious in the clashes with France. In a short time, the image of the Waldensians changed from that of a persecuted minority to that of successful allies in the war against France, from “martyrdom” to “victory”.

Keywords: Waldensians, William III of England, Louis XIV of France, propaganda image, Republic of the United Provinces, Romeyn de Hooghe, Henri Arnaud.

Une petite histoire-bataille.Guerriglia, milizia e reinsediamento valdese nell’esperienza del cavaliere Giovanni Battista Vercellis (1690-1694)

Il saggio intende in primo luogo proporre una disamina delle tecniche di guerra asimme-trica e irregolare utilizzate dai valdesi all’indomani della Glorieuse Rentrée e del loro sviluppo in relazione con la contemporanea dottrina militare. La corrispondenza del comandante milita-re sabaudo nelle Valli valdesi, il cavaliere Giovan Battista Vercellis, lascia emergere la notevole funzionalità della loro organizzazione militare, in grado di rimodellarsi e ammodernarsi per consentire di sostenere lo sforzo di difesa del territorio e contribuire al reinsediamento dei civili. Si tenterà, dunque, di dimostrare quanto l’esperienza di guerra, dovendosi conciliare con la con-temporanea opera di ricostruzione del tessuto religioso e civile valdese, abbia finito per modifi-carne talune fondamentali caratteristiche e, nel riconoscimento del valore di efficace guardia dei confini, abbia fornito un apporto all’integrazione dei valdesi all’interno della struttura statuale sabauda.

Parole chiave: valdesi, Glorioso Rimpatrio, guerriglia, milizia, reinsediamento nelle Valli valdesi, guerra della Grande Alleanza.

The article proposes to examine the techniques of asymmetrical and irregular warfare used by the Waldensians after their Glorieuse Rentrée and their development in relation to contemporary military doctrine. The correspondence of Giovan Battista Vercellis, the Sabaudian military commander in the Waldensian Valleys, reveals the remarkable function-ality of their military organization, remolded and modernized in order to support efforts to defend their territory and help with the resettlement of civilians. It therefore shows the ex-tent to which the war experience, having to be reconciled with the contemporary work of reconstructing the Waldensian religious and civil network, ended up modifying some of its basic characteristics and, in recognition of the value of effective border control, contributed to the integration of the Waldensians within the Savoy state structure.

Keywords: Waldensians, Glorious Return, guerrilla, militia, resettlement in the Waldensian Valleys, Nine Years’ War

La politique extérieure de Guillaume III. L’ambassade de Lord Galway à Turin et les vaudois (1690-1694)

L’articolo illustra l’ambasciata di Lord Galway, marchese di Ruvigny, presso il duca di Savoia Amedeo II, focalizzandosi in particolare sull’appoggio ai valdesi. Tale ambasciata ben si iscrive nella politica estera di Guglielmo III e negli sforzi del sovrano inglese per consolidare nell’area l’Internazionale Protestante durante la guerra della Grande Alleanza (1688-1697). Nell’articolo si trattano le ambasciate britanniche presso i cantoni svizzeri e, in particolare, il tentativo di ambasciata ufficiale a Ginevra; la scelta di Lord Galway in qualità di ambasciato-re; le sue negoziazioni per conseguire un editto di tolleranza favorevole ai valdesi; il suo ruolo per ottenere la possibilità di istruire bambini/figli valdesi in Inghilterra; le vicende militari e, soprattutto, il consolidamento delle relazioni con i cantoni svizzeri; l’azione dei sinodi che, tornati nuovamente legali, utilizzavano Lord Galway come canale presso il duca di Savoia (e anche oltre). Viene altresì preso in esame il versante finanziario. Si perviene, infine, alla conclusione che, nel difficile, turbolento contesto europeo, in cui le minoranze protestanti giocarono un ruolo da pedine nel complesso scacchiere geopolitico internazionale, Lord Galway fu paladino dei valdesi e della politica estera di Guglielmo III, rafforzando l’Internazionale Protestante.

Parole chiave: Ruvigny, Earl of Galway, Guglielmo III, Bouhéreau, tolleranza, Internazionale Protestante, diplomazia, guerra della Grande Alleanza.

This article examines the embassy of Lord Galway, Henry Massue, Marquis de Ruvi-gny, to Victor Amadeus II with a focus on his support for the Vaudois. It demonstrates that this embassy was central to William III’s policies and his endeavors to strengthen the Protestant International in the region during the war of the Grand Alliance (1688-1697). In particular, it examines the British embassies to the Swiss cantons and Geneva; the choice of Lord Galway as military commander and diplomat; his negotiation of an edict of toler-ance for the Vaudois; his role in finding places for Vaudois children to study in England; and how the newly re-established synods used him as a channel to the Duke of Savoy and beyond. Military matters and the consolidation of the relationship with the cantons are ex-amined, as well as financial matters, including after the war. It is argued that, in a difficult context of European turmoil where Protestant minorities were geopolitical pawns, Lord Galway became a voice for the Vaudois, as well as champion of William III’s external poli-cies, andstrengthened the Protestant international.

Keywords: De Ruvigny, Earl of Galway, Guillaume III/William III, Bouhéreau, tolera-tion/tolérance, Protestant International, diplomacy, war of the Grand Alliance.

Henri Arnaud in London,1699

È risaputo che Henri Arnaud, un importante pastore dei valdesi, visitò Londra nel 1699. L’autore ha sostenuto altrove che lo scopo principale del suo soggiorno era quello di promuovere una campagna di raccolta fondi per le comunità valdesi in difficoltà, avallata dal mandato reale di Guglielmo III. Tuttavia, alcuni storici mettono in dubbio che questo compito da solo gli abbia richiesto di stare lontano dalla sua comunità per quasi sei mesi, e cercano di indagare sui suoi movimenti e attività durante il periodo in questione. Questo breve articolo cercherà di far luce sulle circostanze di Arnaud e dei suoi compagni valdesi a Londra. Almeno quattro giovani valdesi con stretti legami con Arnaud hanno studiato nelle università inglesi nel periodo del suo soggiorno, come futuri leader delle comunità valdesi. Grazie all’influenza di Arnaud sul pubblico inglese, alcuni di questi giovani hanno contribuito alla sopravvivenza della comunità valdese nel XVIII secolo e altri hanno trasmesso le memorie della loro storia fino al XIX secolo, fino al pre-sente.

Parole chiave: Henri Arnaud, Appia, Giraud, Guglielmo III, borsa di studio istituita dalla regina Mary II, colletta, Oxford, Cambridge, SPCK, antipapismo, valdesi

It is well established that Henri Arnaud, a leading pastor of the Waldensians, visited London in 1699. The author has argued elsewhere that the main purpose of his stay was to promote a fund-raising campaign for distressed Waldensian communities endorsed by the royal warrant of William III. However, some historians have questioned whether this task alone required him to stay away from his community for nearly six months, and they have tried to investigate his movements and activities during his time there. This brief article at-tempts to shed light on the circumstances of Arnaud and his fellow Waldensians in Lon-don. At least four young Waldensians with close links to Arnaud studied at English univer-sities around the time of his stay, as future cadets of the Waldensian communities. Thanks to Arnaud’s influence over the English public, some of these young men contributed to the survival of the Waldensian community in the 18th century and the memoirs of others’ ex-periences were passed down to the 19th century and then to the present day.

Keywords: Henri Arnaud, Appia, Giraud, William III, Queen Mary II scholarship, church brief, Oxford, Cambridge, SPCK, anti-popery, Waldensian, Vaudois.

Une maniere de vivre mécanique». La formazione delle Waldenserkolonien negli anni di Henri Arnaud (1699-1721)

L’articolo analizza la formazione delle colonie valdesi che, dal 1699, si strutturano nei territori del Württemberg. L’arco temporale prescelto si snoda tra il 1699 e il 1721, durante gli anni in cui Henri Arnaud ricoprì più volte la carica di moderatore della Chiesa valdese. L’autore pone l’accento sulla struttura gerarchica delle colonie, impressa negli anni di Arnaud, per ridiscutere il processo di accoglienza della minoranza valdese in terra tedesca. Ciò che ne scaturisce è un’analisi delle differenti strategie di azione volute dalle autorità delle colonie che, in modo differente ma radicale, segnano l’evolversi delle pratiche di tolleranza verso la minoranza valdese.

Parole chiave: valdesi, Waldenser, Henri Arnaud, tolleranza, migrazioni, conflitti, sinodi, Württemberg.

The article analyses the setting up of the Waldensian colonies in Württemberg be-tween 1699 and 1721. That is the time frame in which Henri Arnaud several times held the position of Moderator of the Waldensian Church in Württemberg. The author focuses his research on the hierarchical structures of the colonies during Arnaud’s administration in order to reconsider the process of integrating the religious minority in German territories. What emerged is a social context divided into political and religious parties: the conflicts between ministers, ministers’ widows and public officers determined the practices of tolerance towards the Waldensians in a radical way.

Keywords: Waldensians, Henri Arnaud, tolerance, migrations, conflicts, Synods, Württemberg

Diaspore dimenticate. Spunti di ricerca sulla migrazione valdese verso Purrysburg, South Carolina (1730-1735)

L’articolo prende in esame il terzo esilio dei valdesi dalle valli del Piemonte (1730-1735) e ne racconta l’esito transatlantico, finora poco conosciuto: la colonia britannica di Purrysbourg, nel South Carolina. L’esodo fu la conseguenza dell’ultimo editto di espulsione promulgato da Vittorio Amedeo II di Savoia alla fine del suo lungo regno: oltre un migliaio di profughi lasciarono le valli alpine e trovarono rifugio dapprima in Svizzera e poi in Olanda. Attraverso un’indagine su fonti in parte inedite degli archivi italiani, svizzeri, olandesi, francesi e inglesi l’articolo ricostruisce la rotta migratoria e la strategia di alcuni di questi esuli, che furono coinvolti nel progetto di colonizzazione della Carolina britannica promosso dal mercante svizzero Jean-Pierre Purry. Questo saggio intende pertanto aprire nuove prospettive di ricerca sulle migrazioni valdesi di fine Seicento e inizio Settecento: non si trattò solo di esilio ma anche di strategie migratorie dei valdesi alpini.

Parole chiave: Purrysburg, America coloniale, emigrazione valdese, comitato vallone, Georgia Trusteed

The article focuses on the third exile of the Waldensians from the valleys of Pied-mont (1730-35) and shows their hitherto unknown transatlantic destiny: the British colony of Purrysbourg in South Carolina. The exodus was the consequence of the latest expulsion edict published by Vittorio Amedeo II of Savoy, at the end of his long reign. Over a thou-sand refugees left the Alpine valleys and found refuge first in Switzerland and then in Holland. Through an examination of partly unpublished sources in Italian, Swiss, Dutch, French and English archives, their migration route is retraced and the strategy of some of these exiles revealed, who were involved in the colonization project of British Carolina promoted by the Swiss merchant Jean-Pierre Purry. The aim, therefore, is to open up new research perspectives on Waldensian migrations of the late seventeenth and early eighteenth centuries: not only a question of exile but also of Waldensians’ migration strategies.

Keywords: Waldensians, Purrysburg, colonial America, Waldensian migrations, comité Vaudois, Georgia trustees.

Rassegne e discussioni

FRANCESCO CAPRIOLI, Negoziare alla Sublime Porta. Nuove prospettive di ricerca su diplomazia e relazioni interculturali nella prima età moderna

Cronache

GIACOMO CARMAGNINI, Utopia e religione. Figure, temi, percorsi

STEFANIA VILLANI, Jean-François Gilmont (1934-2020), storico del libro

Recensioni

Vincenzo Tedesco, Inquisizione, eresia e magia nel tardo Medioevo (G. Lovison);Michele Lodone,Invisibile come Dio. La vita e l’opera di Gabriele Biondo (D. Dalmas); Francesco Salvestrini, Il carisma della magnificenza. L’abate vallombrosano Biagio Milanesi e la tradizione benedettina nell’Italia del Rinascimento (M.P. Paoli); Massimo Firpo,Studi e lezioni sulla vita religiosa del Cinquecento (M. Valente); Querciolo Mazzonis, Riforme di vita cristiana nel Cinquecento italiano (M. Lodone); Matthias Flacius Illyricus. Biographische Kontexte, theologische Wirkungen, historische Rezeption (F. Tasca); Emanuele D’Antonio, Il sangue di Giuditta. Antisemitismo e voci ebraiche nell’Italia di metà Ottocento (M. Armellini);British Protestant Missions and the Conversion of Europe (1600-1900) (M. Rubboli); Paolo Zanini,Il «Pericolo protestante». Chiesa e cattolici italiani di fronte alla questione della libertà religiosa (1922-1955) (G. Turbanti)

Vita della Società

Relazione del Seggio della Società di Studi Valdesi – Anno 2020-2021

Verbale Assemblea ordinaria della Società di Studi Valdesi (4 settembre 2021)