NUMERO 07 / giugno 2020

NUMERO 07 / giugno 2020

MONOGRAFICO

Carlo V imperatore tra religione e politica

a cura di Gianclaudio Civale e Gianmario Italiano

In questo numero:

«Padrone di me et del voto mio». Militanza filoimperiale e coscienza religiosa nel cardinal Ercole Gonzaga

Dopo cinque anni al servizio della corona di Francia, il cardinale di Mantova Ercole Gonzaga (1505-1563) fu, dal 1532 in poi, uno dei principali sostenitori italiani di Carlo V. Ripercorrendo il suo vasto carteggio, il saggio intende indagare le conseguenze di questa scelta di campo, cercando di valutare con precisione il rapporto tra l’appartenenza fazionaria filoimperiale e le personali convinzioni del porporato in campo politico e religioso. In particolare, lo studio del comportamento tenuto dal Gonzaga durante i conclavi degli anni Cinquanta – soprattutto quello di Giulio III – sembra mostrare l’assenza di un progetto politico-religioso condiviso dai vari membri dello schieramento cardinalizio favorevole agli Asburgo. L’impossibilità di trovare un punto d’incontro tra interessi particolari, speranze di riforma della Chiesa, valori personali spinse il mantovano ad allontanarsi dalla politica romana e favorì l’affermazione del gruppo inquisitoriale guidato da Gian Pietro Carafa.

Parole chiave:Ercole Gonzaga, Carlo V, fedeltà politica, coscienza religiosa,carteggi, conclavi

After five years spent in service of France, Ercole Gonzaga, Cardinal of Mantua (1505-1563), was since 1532 one of the principal Italian supporters of Charles V. Through his wide epistolary correspondence, the essay aims to analyse the implications of this endorsement, trying to value precisely the interplay between his political loyalty to the Empire and his personal convictions about politics and religion. In particular, the study of the decisions taken by Gonzaga during the conclaves of the ’50s – especially that of Jules III – seem to show the lack of a political-religious project shared by all the cardinals of the pro-Habsburgs group. The impossibility to find a synthesis between individual interests, hopes of ecclesiastical reform, personal values made the Mantuan leave Rome and favoured the takeover of the inquisitorial faction led by Gian Pietro Carafa.

Keywords: Ercole Gonzaga, Charles V, political loyalty, religious conscience, correspondence, conclaves

L’ideale crociato nel mondo mediterraneo di Carlo V. L’Imperatore come destinatario degli appelli del ceto nobiliare

(1535-1541)

L’autore indaga come Carlo V recepì e interpretò gli appelli alla Crociata a lui rivolti dalla nobiltà mediterranea. Il ceto dirigente ispano-italico apparve, infatti, particolarmente sensibile al richiamo, talora non privo di accenti e tensioni escatologiche, della Guerra Santa. In particolare tra le spedizioni di Tunisi e di Algeri (1535-1541), periodo preso in esame nello studio, la tensione rivolta alla lotta contro gli infedeli pervenne alla sua massima intensità.

Analizzando il linguaggio utilizzato in lettere e altri documenti rivolti a Carlo V (fonti che comprendono, ad esempio, progetti di spedizioni a Costantinopoli o in Nord Africa, così come consigli all’imperatore o richieste di partecipazione alla Crociata) si mostra tanto l’evoluzione quanto la persistenza di tale ideale, in grado di mobilitare profondamente gli animi anche di coloro che rimasero in patria. Caricato di attese messianiche, Carlo V seppe raccogliere questa diffusa tensione e tradurla in pratica di governo: la crociata fu, infatti, uno dei vessilli dell’operato dell’Asburgo.

The Author examines how Charles V reacted to and interpreted calls on him to participate in the Crusades from the nobility in the Mediterranean area. The Hispanic-Italian ruling classes were especially receptive to the appeal of the Holy War, in some cases expressing eschatological emphases and tensions. In particular, between the Tunis and Algiers expeditions (1535-1541) – the period under examination here – the aspiration to fight the infidels reached a peak of intensity. An analysis is undertaken of the language used in letters to and other documents intended for Charles V including, for example, plans for expeditions to Constantinople or into North Africa as well as advice to the Emperor or requests to take part in the Crusade. It shows both the evolution and persistence of this ideal, which was able to deeply stir the hearts also of those who stayed in their homeland. Charged with messianic expectations, Charles V knew how to harness this widespread tension and turn it into government practice, so that the Crusade was one of the banners of Hapsburg rule.

L’esposizione della “monarchia universalis” diCarlo V nella satira Amphitrioniaden dell’eterodosso Pietro Speziale da Cittadella (1535), e una sua nota sulla “guerra giusta” in Butzer

In questo saggio l’Autore si propone di analizzare la satira latina Amphitrioniaden immensa licentia vatum (1535) scritta dall’eterodosso Pietro Speziale da Cittadella e rivolta a Carlo V. Il componimento contiene diversi riferimenti all’iconografia rinascimentale del potere imperiale, in particolare alla mitica figura di Eracle, presente anche in autori che hanno segnato la poesia e la prosa rinascimentale italiana. La satira si colloca nel contesto degli eventi che hanno determinato il riposizionamento dei gruppi filoimperiali nei contesti urbani italiani: dal componimento emergono le aspirazioni individuali di Speziale circa l’universalità dell’imperium carolino, aspirazioni delle quali sembra farsi portavoce in contesto culturale e spirituale ben più ampio e articolato. L’Autore infine approfondisce un aspetto che emerge in coda alla satira, ovvero l’accordo di Speziale con le posizioni di Erasmo e Butzer sull’autorità militare dell’imperatore e la guerra giusta.

Parole chiave: Speziale, Carlo V, Butzer, satira, Eracle, iconografia

In this essay the Author aims to analyse the Latin satire Amphitrioniaden immensa licentia vatum (1535) written by the heterodox Pietro Speziale da Cittadella and addressed to Charles V. The satire contains several references to the Renaissance iconography of the imperial power, referring to the mythical figure of Heracles, a figure which have marked Italian Renaissance poetry and prose. The satire must be placed in the context of the events that led to the repositioning of pro-imperial groups in Italian urban contexts, according to Speziale’s views on the universality of the Caroline empire. Speziale seems to be the spokesperson in a much more cultural and spiritual context, wide and articulated. Finally, the Author explores an aspect that emerges in the last verses of the satire, i.e. Speziale’s agreement with Erasmus and Butzer’s positions on the Emperor’s military authority and on the just war.

Keywords: Speziale, Charles V, Butzer, satire, Heracles, iconography

 

Note e documenti

ANDREA BARBIERI, Melantone e Castelvetro: per Salvatore Caponetto

Rassegne e discussioni

L’eretico che salvò la Chiesa. Il cardinal Giovanni Morone. Su un recente libro di Massimo Firpo e Germano Maifreda, premessa di S. Peyronel Rambaldi; interventi di L. Felici, M. Gotor, P.Scaramella

Cronache

ALESSANDRO TIRA, Le minoranze religiose e il diritto. Esperienze del passato e prospettive future

MASSIMO BOMBONI, Violenza sacra. Rappresentazioni, istituzioni,dottrine e pratiche della violenza religiosa tra Medioevo ed Età moderna

ELEONORA FARICELLI, Amore e sessualità in Età Moderna

MARCO IACOVELLA, L’Impero di Carlo V e la geopolitica degli Stati Italiani nel quinto centenario dell’elezione imperiale (1519-2019)

ALESSANDRO PARIS, MASSIMO ROSPOCHER, Lutero “per via”.Ambulanti e stampe in Trentino e nella Valsugana al tempo della Riforma

RAFFAELLO CARDACCIA, CATERINA CAVERZAN, VINCENZO TEDESCO, Un’altra Europa. Minoranze, migrazioni ed esperimenti diconvivenza nella prima Età Moderna (secoli XVIXVII)

Lavori in corso

TOMMASO SOMIGLI, Camillo Orsini e Ascanio Colonna nella crisi religiosa del Cinquecento

ANNALISA MASTELOTTO, L’alchimia di Konrad Gesner: genesi e successo del Thesaurus Euonymi Philiatri

OLIVIA MONTEPAONE, Pedagogia eterodossa: Celio Secondo Curione (1503-1569) e l’umanesimo filologico transalpino

SILVIA TOPPETTA, L’Inquisizione a Modena nel primo Seicento

Recensioni

Gigliola Fragnito, Rinascimento perduto. La letteratura italiana sotto gli occhi dei censori (secoli XV-XVII) (V. Lavenia);

Emanuele Fiume, Giovanni Calvino. Il riformatore profugo che rinnovò la fede e la cultura dell’Occidente (L. Ronchi De Michelis);

Gianfrancesco Pico della Mirandola, Dialogus de adoratione, a cura e con un saggio di A. Contarino (M. Fratini);

Andrea Annese, Tra Riforma e patristica. Il metodismo in Italia dall’Unità al caso Buonaiuti (M. Fratini);

 

Vita della Società

Report Summer School 2019 

Summer School 2019 (Firenze – Torre Pellice, 3-8 settembre 2019).

Relazioni finali dei borsisti

Report sul Convegno dell’AICI